CIS PROMOZIONE 2026

Il regolamento….dei conti

Parte male, anzi malissimo l’avventura dell’ Arci Spartaco al Campionato Italiano a Squadre 2026 o semplicemente CIS. La formazione decisa per la prima giornata del venerdì è la seguente: Sandor, Mario, Alessandro e Federico, ma a pochi minuti dalla fatidica frase “bianco in moto”, che sarebbe stata pronunciata alle 17:00 in punto, ci sono solamente due giocatori presenti: Alessandro e Federico. Alessandro è pensieroso, confuso.

Non sa cosa fare, che nomi mettere sul foglio. Scrive su Whatsapp, ma nessuno gli risponde. Alla fine decide di segnare la formazione decisa giorni fa dalla CT. Dopo qualche minuto si aggiunge Mario, un breve sospiro di sollievo, ma dura poco. Sandor ancora non si vede. Bianco in moto, con la prima scacchiera ancora vuota. Nel frattempo, alle 17:20, leggo il messaggio su WhatsApp. Non ci penso due volte, disdico velocemente tutti gli impegni, salgo sulla bici e parto. Il mio pensiero è semplice, lineare. Sostituire Sandor in prima scacchiera. Nulla di così complicato nella mia mente, ma l’arbitro è di un altro avviso. Al mio arrivo il suo NO è categorico, una vera e propria sentenza.

La formazione è già stata segnata e Sandor non può essere sostituito. Sono furibondo, ma mantengo una calma olimpica. Parlo con Roberta, che dimostra una certa flessibilità. Cerca di mediare e di trovare una soluzione. Va dall’avversario, ma non c’è nulla da fare. Il punto di svantaggio non scoraggia però la squadra, che alla fine vince per 2.5 a 1.5. Tutti felici, ma ecco la beffa. L’arbitro tira fuori dal cappello magico il REGOLAMENTO, manco fossero le sacre scritture del vecchio testamento. Tra i vari comandamenti di Mosè, vi è anche l’undicesimo. Nessun essere umano lo conosce, ma ecco la parola di Dio in persona: “se lasci libera la prima scacchiera, i punti di penalizzazione per la squadra sono DUE!”. Ergo l’Arci Spartaco vince sulla scacchiera, ma non sulla carta. Rimane a zero punti. Partiamo dal fondo della classifica, ma è proprio nei momenti di maggiore difficoltà che si vede il carattere di un grande gruppo. Mi sbilancio e guidato dall’ emotività dico a tutti, che vinceremo comunque il torneo.


Sabato mattina. Il secondo incontro è contro la prima squadra del Merano. Finisce due a due. Troppo poco per sperare nella promozione, ma sarà l’ultima scottatura di questo sfortunato CIS. Dopo il Merano inizia la Cavalcata delle Valchirie. È una fila ininterrotta di vittorie. Battiamo il Nettuno A, vinciamo il derby contro l’Arci Giovanna D’Arco. Con il supporto del pubblico maciniamo punti senza sosta e lentamente risaliamo la classifica fino in cima. Rimane l’ultima sfida contro i diretti concorrenti, il Gardena. Gioco in prima contro Grossi. Ci si incontra sempre due volte nella vita. Posso rifarmi dalla brutta sconfitta in campionato provinciale. Mario gioca contro Demetz Junior, Luca contro il promettente Vozhzohov dagli occhi di ghiaccio (spero di aver scritto bene il nome) e Antonio gioca contro Grossrubatscher. Il risultato non è per nulla scontato. Loro sono forti e un solo risultato ci garantisce la promozione. La vittoria.

Dopo un oretta Luca pareggia. Bene, ma non benissimo. Mario combatte, è preciso, è aggressivo. Alla fine fa il suo dovere. Vince. 1.5 per noi. Io parto male, ma resisto. Una partita di carattere e riesco a ribaltare la mia partita. Passo in attacco. La tensione è ancora altissima. Ho la tachicardia. Non voglio buttare l’ennesima partita vinta. La penna non scrive. Ho 5 minuti sull’orologio e dentro di me penso: “chi c… me lo fa fare di passare una domenica così?”, ma poi la buona notizia. Antonio vince con un ottima prestazione in attacco. Gioco con più tranquillità e alla fine si arrende anche Grossi. Finisce 3.5 a 0.5. Parte un applauso spontanea e sincero da parte di tutto il pubblico. La promozione è nostra, nonostante l’inizio disastroso. Successo meritato. Dei veri guerrieri!

Una promozione dalle tante emozioni, ma lasciatemi concludere l’articolo con un’ultima riflessione.
Regolamento è regolamento. Non c’è dubbio. Le regole vanno rispettate. Noi lo facciamo e l’abbiamo sempre fatto. Eppure, mi chiedo se è l’unica cosa che vogliamo insegnare ai nostri giovani scacchisti (e non). Ovvero seguire ciecamente ogni regola imposta da altri, con il rischio però, di farli diventare rigidi ed ottusi. Perché è questo quello che percepivo, quando l’unica risposta che ricevevo alla mia frustrazione era: “il regolamento è il regolamento


“. Fine. Una rigidità che quasi mi spaventava. La verità però è che c’è qualcosa, che va oltre a qualsiasi regolamento. Sono i nostri valori….e forse, dico forse, vale davvero la pena di seguirli, a discapito di qualsiasi regolamento.

Alexander Benvenuto

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