La Biblioteca di ARCI Scacchi Bolzano

Intervista a Luca D’Ambrosio

La biblioteca di ARCI Scacchi Bolzano è un patrimonio culturale di grande valore, costruito in oltre quarant’anni di storia. Ne parliamo con Luca D’Ambrosio, vicepresidente del circolo, che ci accompagna alla scoperta delle sue origini, delle opere più preziose e delle prospettive future.

Quando nasce la biblioteca di ARCI Scacchi Bolzano?

La storia della biblioteca inizia praticamente insieme alla fondazione del circolo, tra il 1982 e il 1983. In quel periodo c’era un forte movimento scacchistico nazionale legato ad ARCI Scacchi e, quando da Bolzano comunicammo la nascita del circolo, iniziarono ad arrivare moltissimi libri, spesso come donazioni o a prezzi molto agevolati.

Che tipo di libri arrivarono in quella prima fase?

Quel primo grande lotto risente molto del periodo storico e politico. In quegli anni ARCI Scacchi aveva contatti culturali anche con l’Europa dell’Est e con l’Unione Sovietica. Arrivarono quindi molti libri tedeschi della Edition Olms, ma anche numerosi volumi provenienti da Mosca, pubblicati dalle Edizioni del Progresso, in diverse lingue: russo, tedesco e francese.

Che caratteristiche avevano questi libri?

Erano libri stampati a bassissimo costo, con carta molto sottile, quasi velina, ma dal contenuto scacchistico di altissimo livello. Nella nostra biblioteca ci sono, ad esempio, libri di Polugaevskij e raccolte di partite di Karpov, anche in edizione francese ma stampate a Mosca. Sono volumi che ancora oggi hanno un grande valore culturale.

Anche i libri tedeschi hanno un ruolo importante?

Assolutamente sì. Molti provengono dallo Sportverlag di Berlino Est, una casa editrice che pubblicava traduzioni di autori sovietici a prezzi accessibili. Abbiamo diversi volumi su aperture, tattica e strategia. Dal punto di vista dei contenuti erano libri eccellenti e hanno contribuito molto alla formazione scacchistica dei soci.

La biblioteca è stata catalogata fin dall’inizio?

Sì, già nei primi anni avevamo fatto un elenco e un inventario. I libri erano suddivisi in grandi categorie, come aperture, mediogioco e biografie, e contrassegnati con etichette di colori diversi. Quello rappresenta il primo nucleo storico della biblioteca.

Qual è il ruolo delle riviste all’interno della biblioteca?

Le riviste sono uno degli aspetti più preziosi. In particolare Contromossa, la rivista scacchistica di ARCI Scacchi diretta dal maestro Rosino di Venezia. Le annate degli anni Ottanta raccontano un periodo straordinario, dal Mondiale di Merano del 1981 fino all’ascesa di Garry Kasparov. Rileggerle oggi è molto istruttivo.

La collezione di Contromossa è completa?

Oggi sì. In origine qualche numero era andato perso, ma verso il 2008–2010 Rosino venne a trovarci e ci donò l’intera collezione completa. Siamo probabilmente tra i pochissimi circoli ad averla completa. I collezionisti di scacchi danno un valore enorme alle riviste, spesso più alto di quello dei libri.

Quali sono le “chicche” più preziose della biblioteca?

Sicuramente il Dizionario enciclopedico degli scacchi di Chicco e Porreca, scritto da Adriano Chicco, uno dei più grandi storici degli scacchi italiani. È un volume molto ricercato dai collezionisti e ha un valore notevole. È uno di quei libri che non devono assolutamente uscire dalla biblioteca.

La biblioteca è cresciuta anche grazie alle donazioni?

Sì, nel tempo abbiamo ricevuto molte donazioni importanti. Ricordo quelle di Francesco Galise, Tony Preziuso,Gaetano Rinaldo e altri soci che hanno contribuito con libri, soprattutto in lingua tedesca, e con annate complete di Italia Scacchistica, che oggi conserviamo ancora rilegate.

Avete investito anche in opere teoriche fondamentali?

Certo. Un investimento importante fu lo Šahovski Informator di Belgrado e l’Enciclopedia delle Aperture in cinque volumi. Prima di internet era lo strumento principale per rimanere aggiornati. Il sistema di simboli inventato dall’Informator è diventato uno standard internazionale, utilizzabile indipendentemente dalla lingua.

Che dimensione ha oggi la biblioteca?

È una biblioteca piuttosto grande e voluminosa. Molti libri sulle aperture sono ormai datati, ma il valore storico resta altissimo. Abbiamo opere di Maróczy su Paul Morphy, le partite commentate di Keres, il libro di Bogoljubov sul torneo di Mosca del 1925, oltre ai classici di Kotov, Euwe e Tarrasch. Ritengo che tra il Brennero e Verona non esista un’altra biblioteca scacchistica di queste dimensioni.

Qual è stata la principale difficoltà nel tempo?

Renderla fruibile. In passato abbiamo provato con i prestiti, ma la situazione è sfuggita di mano e alcuni libri sono andati persi. Questo ci ha insegnato quanto sia importante tutelare un patrimonio di questo tipo.

Oggi la biblioteca è consultabile anche online?

Sì, ed è un grande passo avanti. Tutta la biblioteca di ARCI Scacchi Bolzano è consultabile online attraverso il catalogo digitale disponibile sul sito del circolo all’indirizzo https://www.arciscacchi.it/asb/Biblioteca/index.php È uno strumento fondamentale per permettere a soci, studiosi e appassionati di conoscere il patrimonio anche a distanza.

Che ruolo ha oggi la biblioteca per il circolo?

È una memoria viva della nostra storia. Non è solo una raccolta di libri, ma un patrimonio culturale che racconta decenni di passione scacchistica. Nel tempo anche storici degli scacchi ci hanno contattati per consultare riviste e testi rari. È qualcosa che merita di essere valorizzato e fatto conoscere.

La biblioteca di ARCI Scacchi Bolzano rappresenta quindi molto più di una semplice raccolta di libri: è una testimonianza viva della storia del circolo e della passione scacchistica che lo anima da oltre quarant’anni.

Tra volumi rari, riviste storiche e grandi opere teoriche, questo patrimonio racconta un pezzo importante della cultura scacchistica locale e internazionale. Un archivio costruito nel tempo grazie all’impegno dei soci, alle donazioni e alla volontà di preservare la memoria del gioco.

Un modo concreto per valorizzare un patrimonio culturale che continua a vivere e a raccontare la storia degli scacchi a Bolzano.

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