ARCI Scacchi Bolzano al Grenke Chess Open 2026: un’esperienza da ricordare

Dal 2 al 6 aprile 2026 alcuni nostri ragazzi hanno vissuto una delle esperienze più emozionanti che un giovane scacchista possa fare: partecipare al Grenke Chess Open di Karlsruhe, evento che gli organizzatori definiscono il più grande torneo open di scacchi al mondo. L’edizione 2026 ha riunito oltre 3.500 partecipanti nello stesso festival, con tornei classici e freestyle, trasformando il Centro Congressi di Karlsruhe in una vera capitale internazionale degli scacchi.

Per noi di ARCI Scacchi Bolzano è stata una trasferta speciale, vissuta non solo come competizione, ma anche come momento di crescita, confronto e condivisione. A rappresentarci insieme in Germania sono stati Francesco Addante, Oleh Terletskyi, Nathan Mantuano e Mario Tonin. A loro si sono aggiunte anche altre presenze legate al nostro ambiente scacchistico, tra cui Timofey Bodrov e Tommaso Perli, in un contesto davvero unico, dove si respirava scacchi in ogni angolo della città.

Il fascino del Grenke sta proprio in questo: da una parte i grandi numeri, dall’altra la possibilità, per appassionati e giovani talenti, di giocare fianco a fianco con maestri, grandi maestri e autentiche leggende del gioco. A Karlsruhe i nostri ragazzi hanno potuto non solo misurarsi in un torneo di altissimo livello, ma anche incontrare da vicino campioni del calibro di Magnus Carlsen, Ian Nepomniachtchi, Vincent Keymer, Levon Aronian e altri protagonisti dell’élite mondiale. Un conto è seguirli da casa, su uno schermo; un altro è incrociarli nei corridoi, vederli a pochi metri di distanza, fotografarsi con loro e vivere la stessa atmosfera di gara.

Nel torneo Open A, riservato ai giocatori di fascia più alta, Francesco Addante ha chiuso con 4 punti, in un campo di gara estremamente competitivo. Dai risultati ufficiali risulta tra i giocatori ARCI presenti nell’A Open, in un tabellone che metteva insieme oltre mille partecipanti.
Francesco ci ha raccontato con grande lucidità il lato forse più importante di questa esperienza: non solo il valore tecnico delle partite, ma anche il peso delle emozioni. Ha riconosciuto di aver commesso alcuni errori evitabili, spesso non tanto per mancanza di idee quanto per gestione psicologica dei momenti decisivi. Proprio per questo considera il torneo un passaggio utile nel proprio percorso di crescita agonistica, soprattutto sul piano mentale, fondamentale per ogni scacchista che voglia migliorarsi davvero.

Nel torneo Open B, invece, il nostro miglior piazzamento è arrivato da Oleh Mykola Terletskyi, che ha concluso con 7 punti. Nella classifica finale ufficiale compare con questo punteggio in una posizione di alta classifica, confermando un torneo di grande livello dopo essere partito addirittura come numero 2 di tabellone.
Dal suo racconto emerge tutta l’intensità della manifestazione: l’adrenalina dei primi turni giocati nelle primissime scacchiere, la tensione delle patte contro giovani avversari molto forti, le vittorie ottenute con autorità e poi, fuori dalla sala torneo, l’attesa quasi surreale davanti alle porte riservate ai big per strappare una foto o un autografo ai campioni. È uno di quei tornei in cui la classifica conta, certo, ma in cui ogni giornata lascia anche ricordi irripetibili.

Sempre nell’Open B, sia Mario Tonin sia Nathan Mantuano hanno chiuso con 5 punti, un risultato solido in un torneo gigantesco e molto combattuto. I dati ufficiali li riportano entrambi a quota 5 nel gruppo centrale della classifica finale.
Mario ci ha raccontato un torneo nel complesso positivo, accompagnato anche da un bel balzo in rating. Alcune vittorie sono arrivate in modo netto e convincente, altre partite hanno lasciato un po’ di rammarico per occasioni non sfruttate fino in fondo, ma il bilancio finale resta buono e incoraggiante. Nathan, invece, ha descritto Karlsruhe come il torneo più straordinario che abbia mai giocato: non solo per il risultato personale, che definisce rispettabile, ma per l’intera atmosfera vissuta insieme agli amici, tra partite, risate, incontri con i campioni e la sensazione continua di essere dentro qualcosa di enorme.

A rendere questa trasferta ancora più speciale è stato anche l’incontro con altri giovani altoatesini presenti a Karlsruhe. Vedere tanti ragazzi della nostra regione riuniti in un evento così straordinario ci ha riempito di orgoglio e ha reso l’esperienza ancora più bella e significativa. Tra una partita, una foto e tanti momenti condivisi, si è creata una splendida atmosfera di amicizia e passione, dando vita a una bella delegazione altoatesina capace di rappresentare al meglio il nostro territorio nel cuore di uno dei tornei più grandi e affascinanti del mondo.

Ed è forse proprio questo il punto più bello della nostra trasferta. Il Grenke 2026 non è stato soltanto un torneo: è stato un concentrato di scacchi, amicizia, viaggio, crescita e ispirazione. I nostri ragazzi hanno giocato, imparato, sbagliato, lottato, si sono confrontati con avversari di tante nazionalità e hanno portato a casa molto più di un punteggio finale. Hanno vissuto da vicino il grande scacchismo internazionale, in una manifestazione che, per dimensioni e atmosfera, lascia davvero il segno.

Come società siamo orgogliosi di aver visto i nostri colori presenti in un contesto di questo livello. Esperienze come questa fanno bene ai ragazzi, al loro percorso sportivo e anche alla crescita dell’intero movimento. Tornare da Karlsruhe con nuove motivazioni, nuove idee e ricordi così forti è già, di per sé, una bellissima vittoria.

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