57° SMM Terzo Turno

Serie A

ARCI I VS CALDARO 4 – 2

Audaces fortuna iuvat

Travolti dalla terrificante furia vendicativa del Mairania, ci rifugiammo nei boschi attorno. Gli Dei ci avevano abbandonato. La notte ci sembrava più oscura che mai. Gli alberi erano immobili. Il vento non soffiava. Non si udiva alcun rumore. Un silenzio assordante. Il bosco ci sembrava senza vita.

C’era chi, tormentato dai propri fantasmi, si fece persuadere dalle dolci note del Dio Bacco, cercando una breve, ma pur sempre rassicurante consolazione, e chi, senza alcun preavviso, si lasciò dominare dalla propria natura irascibile. Altri si persero in inutili risse durante delle partite a dadi, dimenticando il motivo per cui eravamo arrivati fino a qua.

Sembravamo tornati alle origini. Dei selvaggi, mossi solamente dall’istinto, senza storia e senza meta. Eppure, siamo nati per uno scopo più onorevole. Vincere il campionato di serie A e conquistare Roma!

Sostenuti dal nostro popolo, riprendemmo il controllo di noi stessi e affrontammo con ancor più decisione il Caldarium.

La sfida si apre con Alexander, che è il primo a terminare. Rimane con la coppia degli alfieri, lasciando però qualche crepa nella struttura pedonale. La sua Torre, lanciata in avanti come un esploratore troppo audace, rimane impigliata dietro le linee nemiche. Un equilibrio instabile fa tremare i suoi compagni. Alexander fiuta il pericolo e propone la patta. Il suo avversario, Elmar Thaler, consulta i compagni, e alla fine accetta.

Poco dopo arriva la seconda patta tra Zammarchi e Fridolin. Un finale pieno di potenzialità, ma Fridolin non trova il modo per fare ulteriore pressione e consente la ripetizione di mosse.

Intanto sulla terza scacchiera Panjkovic propone la patta a Perino in un finale di Torri solido, ordinato, e costruito con pazienza. Alberto accetta. Il risultato rimane in equilibrio: 1,5 – 1,5.

La svolta arriva con la vittoria di Olivetti. Il suo avversario, Zucchelli, era entrato nel territorio minato di un pedone avvelenato e ne era uscito senza un pezzo.

La battaglia prosegue sulla prima scacchiera, dove Francesco Seresin affronta Bertagnolli Alexander. Una sfida tra titani. La posizione entra in acque scomposte, il tipo di mare dove spesso emergono magie e tempeste. Seresin sembra avere la meglio, ma alla fine non riesce a sfruttare. Finisce in parità.

A questo punto basta una patta per vincere l’incontro. Tutti gli occhi si spostano sull’ultima scacchiera: Gianni contro Gerhard Bertagnolli, fratello del primo. La partita sembra in completo equilibrio, ma Gianni è Gianni e ancora non ha digerito la sconfitta di due anni fa. Gianni, uscito da una partita difficile, non ci sta e sceglie il coraggio, o la follia? Con una sola mossa permette il passaggio a un finale di soli Re e Pedoni. Il campo di battaglia più puro e crudele degli scacchi, dove ogni mossa può essere quella decisiva. Gerhard si siede, stringe gli occhi, e in sala scende un silenzio tombale. Si calcola, si sussurra. È incredibile, ma da una partita equilibrata si arriva ad un finale vinto per Gerhard. La chiave è creare due Pedoni elastici, lontani, impossibili da fermare. Una lama da una parte, un ariete dall’altra. Il nostro avversario sente l’odore del sangue e sacrifica l´Alfiere per il Cavallo. Le facce dei nostri si fanno di pietra, quelle del Caldaro si illuminano. A Gerhard manca un’ultima mossa perfetta per vincere: f3, poi g4 e quei Pedoni diventerebbero inarrestabili. Bertagnolli esita, invece di spingere il Pedone sfiora il Re, poi ci ripensa, pensa per un’altra ventina di minuti, ma alla fine non trova la mossa vincente.

La prima squadra fa un sospiro di sollievo. Vince Gianni!

Finisce 4 a 2 per l´Arci Scacchi di Bolzano!

Abbiamo reagito con audacia nel momento della difficoltà, aiutati anche da un pizzico di fortuna.

Ora il bosco sembra riprendere vita. La luce risplende tra gli alberi. I giapponesi lo chiamano komorebi. Noi ci godiamo questi ultimi caldi raggi di sole, in attesa della prossima battaglia contro il temibile Gardena.

Autore: Alexander Benvenuto

ARCI II VS MERANIA 2,5 – 3,5

Anche stavolta per la giovane squadra dell’ARCI 2 la vittoria e’ sfumata per un pelo, anche considerando che ha incontrato ancora una pretendente per il podio finale il Merania. In prima scacchiera Bodrov ,come al suo solito, fa una partita solida, arriva in un finale patto anche se non vede una mossa vincente che gli avrebbe dato la vittoria contro FM Desantis, comunque una buona patta che purtroppo non permette di pareggiare i conti. Il giovane Perli fa di tutto per contrastare il forte FM Bonagura ma alla fine deve arrendersi e dare il primo punto al Merania. Stesso destina per Terletski che contro Zuev ,dopo aver condotto la partita e messo sotto pressione l’avversario, non può far altro che arrendersi dopo che Zuev e’ riuscito a trovare una mossa vincente che gli avrebbe dato il matto in poche mosse. Addante invece riesce a portare a casa il punto contro Battiston in un finale complicato che riesce poi a risolvere a suo favore. Purtroppo in quinta Puechler non riesce a vincere contro Wild, purtroppo una svista gli pregiudica la partita. Nell’ultima scacchiera compito svolto alla perfezione da Mantuano che vince con facilità contro Franceschini. La prossima partita incontreranno il Caldaro/Termeno che ha appena perso contro ARCI I e avranno il dente avvelenato.

Serie B

ARCI 3 VS STERZING/RIRANNA 2-3

Contro la squadra del Sterzing/Ridnaun l’ARCI 3 ha schierato la formazione tipo, ma non è bastato per ottenere un punto di squadra. Sebbene Klaus sia stato in grado di vincere un difficile finale di pezzi leggeri, e il capitano – con molta fortuna – una partita che stava prendendo una brutta piega, le sconfitte di Harald, Gaetano e Roberta hanno comportato un altro carniere vuoto per la squadra. Un punto in tre partite non è un buon bilancio, ovviamente, ma l’impressione è di avere alle spalle gli incontri più difficili, perlomeno sulla carta. Si vedrà in seguito, se la tendenza migliorerà.

Autore Luca Dambrosio

Serie C

SK Ehrenburg VS ARCISCACCHI IV 2-2

Ci sono solo tre motivi per andare a Ehrenburg: il primo è perché devi giocare contro la locale squadra di scacchi, il secondo è per visitare il castello, il terzo è perché ti sei perso.

Ehrenburg o Casteldarne, come è stata ribattezzata da Tolomei durante la dittatura fascista, è un piccolo paesino di 900 anime (fonte Wikipedia) sulla strada per Brunico. La sala da gioco si affaccia su castel Ehrenburg, una magnifica dimora barocca risalente al XII secolo, che fu costruito e abitato per più di 700 anni dalla famiglia Künigl ed ora di proprietà di un privato. Sabato il castello era immerso nella neve, illuminato all’esterno ed era la cartolina perfetta per fare una bella pubblicità al paese. Chiudo la parentesi alla Piero Angela ricordando che è anche possibile percorrere una via romana dove nel 1928 è stata ritrovata una pietra miliare che riporta le iscrizioni di alcuni imperatori tra cui Caracalla. 

La squadra Arci IV si presenta ad Ehrenburg nel pieno rispetto delle quote rosa schierando il sottoscritto e Georg con Barbara e Tanja al loro esordio stagionale. Ammetto che le quote rosa in politica non mi sono mai piaciute, anzi le trovo quasi offensive nei confronti delle donne che vengono scelte in base al genere e non alle capacità. Ma nel nostro caso le nostre ragazze hanno pieno merito nel difendere sulla scacchiera i colori dell’Arci.

Arriviamo in anticipo e ci concediamo un caffè nell’unico bar del paese frequentato dalla metà degli abitanti mentre gli altri probabilmente si trovano nell’unico supermercato del circondario proprio di lato al bar. L’età media qui, tra resto, è simile a quella della pietra miliare.

Alle 16 partono gli orologi e troviamo come avversaria la squadra dell’Ehrenburg, dal passato glorioso, con un presente incerto e con un futuro poco roseo. Ci accoglie amichevolmente un giocatore della vecchia guardia: Jakob Harrasser. Una persona squisita e gentile, conosciuta da tanti scacchisti sudtirolesi e che conosce tanti di noi arcisti. Un giocatore sempre difficile da affrontare nonostante una malattia degenerativa che non gli da tregua. I rimanenti giocatori locali sono due ragazzi di belle speranze e un newyorkese di origini italiane trasferitosi a Brunico per amore (di una donna non certo della città). 

In prima scacchiera gioco un’apertura in cui non credo molto. Troppo conservativa ma che scelgo per motivi di squadra cercando di contenere il rischio di mettere in difficoltà i miei compagni con qualche errore iniziale (approccio sbagliato da non ripetere). Anche Barbara decide per un’apertura che non le piace: la est-indiana. Georg e Tanja invece partono tranquilli e senza intoppi si trovano in buone posizioni. Dopo circa un’ora e mezza di gioco arriva il primo risultato: Barbara perde la sua partita e siamo sotto 1 a 0. La mia posizione è chiusa e di leggero svantaggio ma Georg è in pieno attacco al re avversario e anche Tanja sta assediando l’arrocco made in USA. Georg, il nostro oracolo impaziente, mi consiglia di chiedere patta tanto lui e Tanja vinceranno. Sorrido come se potessi decidere il risultato della mia partita. Dopo un’altra ora di gioco sia Georg che Tanja fanno risultato pieno. Siamo 2 a 1 per noi e mi sento più tranquillo. Guardo la mia scacchiera e ci trovo un finale di torri e pedoni (con un pedone in meno per me) che i maestri della teoria dichiarerebbero patto. Io non lo gioco male, ma nemmeno il mio avversario che può godere di un pedone di vantaggio. Secondo il manuale sui finali di Dvoretsky dovrei riuscire a non perdere ma ho dei ricordi solo del manuale delle Giovani marmotte che mi ha insegnato un sacco di cose ma sui finali di torre non diceva niente. Insomma, cerco di far cadere il mio avversario in un paio di trappole, lo controllo con degli scacchi laterali ma lui è molto più preciso di me a far avanzare Re, torri e pedoni con la massima coordinazione. Alla fine perdo e finisce in pareggio. Torniamo a casa con un solo punto che forse pregiudica la nostra corsa versa la B.

Arci V vs Deutschnofen/Alpengourmet II 1,2 – 2,5

Era un incontro piuttosto importante per la squadra Arci V in serie C-Sud. Entrambe le squadre avevano 3 dalle possibili 4 punti (1 vittoria ed un pareggio) e con una vittoria in questo scontro si poteva ascendere al trono della tabella. La squadra del Arci V si presentava a Nova Ponente col solidissimo Davide in prima, dal meno solido, ma piú ambizioso Matthias in seconda, l’ancora meno solido Jakob in terza e dall’esperto Antonio in quarta scacchiera. Davide è uscito dall’apertura in una posizione molto tipica per lui: solida e senza debolezze. Giocava per ottenere un piccolo vantaggio nel corso della partita.

Matthias invece si fidava della difesa siciliana che li dava un gioco aperto con pezzi molto attivi. La partita era piena di tatticismi, ma un avversario tosto come Othmar Gibitz del Deutschnofen non si batte facilmente. Jakob ha aperto il gioco spingendo il pedone di re di due passi è subito si trovava subito in una Caro-Kann. L’autore è certo che l’avversario Hubertus Pichler del Deutschnofen non si aspettava la speculativa alfiere g5 alla quarta mossa (e4, c6, d4, d5, e5, Af5, Ag5?!) una variante molto aggressiva e dubbiosa in cui si sacrifica una torre secca per attività dei pezzi e limitare lo scope dei pezzi sul lato di re.

Antonio è uscito bene dall’apertura, ma si trovava in posizione difficile dopo l’avversario ha sacrificato un pezzo per un pedone. Kofler Stefan otteneva due pedoni passati e connessi che alla fine erano impossibile di fermare. Vinceva Stefan portando a casa il primo punto per il Deutschnofen.

Jakob aveva un vantaggio grandissimo sull’orologio grazie all’apertura sorprendente. La posizione rimaneva complicata. Hubertus Pichler ha offerta la patta, ma visto che Antonio aveva già perso non mi potevo accontentare di una patta. Sotto tanta pressione di tempo, l’avversario faceva degli errori gravi in fase di finale. Vince Jakob con un bel scaccomatto col triumvirato di torre, alfiere e cavallo.

Matthias giocava una partita complicata fino alla fine. Erano in giro tutti i pezzi, ma Othmar Gibitz alla fine ha preso un granchio. Perde un pezzo e la partita. L’Arci è in vantaggio 2-1. Davide teneva la sua partita sotto controllo è si avvicinava ad una patta. Il suo avversario Alois Hofer prima nella partita voleva la patta, ma Davide non ha accettato. Adesso Alois Hofer aveva realizzato che doveva giocare per la vittoria e la partita si allungava. Giocavano per ben cinque ore e ​mezzo fino ad arrivare in una posizione con torre e pedone contro torre teoricamente patta.L’Arci V lascia Nove Ponente con un’importantissima 2,5-1,5 in mano ascendendo al primo posto in tabella.
Grazie alla vittoria dei bimbi del Arci VIII contro i rivali diretti del Richter Lask III, l’Arci V ha delle buone prospettive per il resto del girone.

Autore: Jakob Egger

Richter III VS ARCI VIII 1,5 – 2,5

Trasferta positiva per Arci VIII, che torna da LASK Richter III con un meritato successo per 2,5–1,5. L’incontro ha offerto partite molto diverse tra loro: una sconfitta rapida in prima scacchiera, un salvataggio miracoloso in seconda, una vittoria tecnica in terza e un finale rocambolesco in quarta.

Ecco la cronaca completa, nell’ordine esatto in cui le partite si sono concluse.

  1. Scacchiera 1 – Mattia Parolin (Bianco) vs. Gius Guano

La prima partita a finire è stata purtroppo quella di Mattia Parolin, che non è riuscito a ottenere una posizione solida dall’apertura.
Già alla 7a mossa, il Nero aveva costruito un vantaggio significativo grazie a una sequenza precisa e aggressiva. Mattia ha cercato di mantenere l’equilibrio, ma il proprio sviluppo ritardato e le debolezze strutturali hanno permesso all’avversario di convertire il vantaggio in modo quasi impeccabile.

Gius Guano ha infatti giocato con una precisione del 96%, commettendo solo due piccole imprecisioni e conducendo senza difficoltà sino alla vittoria.

Risultato: 0–1 per LASK Richter III.

  1. Scacchiere 2, 3 e 4 – Terminano tutte dopo 3 ore

Con una curiosa coincidenza, le altre tre partite si sono concluse tutte esattamente dopo tre ore di gioco, offrendo tre storie molto diverse.

  1. Scacchiera 2 – Paya Nikafshan (Nero) vs. A Pardeller

Una partita eccezionalmente precisa da entrambe le parti.
Paya ha giocato con grande rigore, ma il suo avversario si è dimostrato ancora più solido, praticamente senza errori in apertura e mediogioco. Nel finale, il Bianco ha ottenuto un vantaggio considerevole: quattro pedoni bianchi con struttura superiore e cavallo contro quattro pedoni neri (con un doppio pedone) e l’alfiere campochiaro di Paya. L’eval era intorno a +5: un finale teoricamente vinto per il Bianco.

Ma proprio qui Paya ha dato prova di lucidità e tenacia: ha sfruttato piccoli errori strategici dell’avversario, ha attivato il re e l’alfiere nel momento giusto e ha costruito una difesa estremamente accurata.
Dopo 55 mosse, il Bianco ha dovuto accettare che il vantaggio era sfumato.

Risultato: patta – 0,5–1,5.

  1. Scacchiera 3 – Daniel Gruber (Bianco) vs. Unterhofer Herwig

La partita di Daniel Gruber è stata a lungo equilibrata, con una struttura sana e poche debolezze da entrambe le parti fino al mediogioco.
Il momento difficile è arrivato al 18º tratto, quando Daniel ha commesso un errore che avrebbe potuto ribaltare l’inerzia a favore del Nero. Tuttavia, solo due mosse dopo, al 20º tratto, il Bianco ha restituito il favore con un grave tatticismo mancato.

Daniel ha colto l’occasione, ottenendo un vantaggio stabile che ha gestito con grande precisione: 94% di accuratezza complessiva, una prestazione solida e matura.
L’errore decisivo del Nero al 37º tratto ha messo fine alla contesa.

Risultato: vittoria di Daniel – 1,5–1,5.

  1. Scacchiera 4 – Leonhard Raffael Pircher (Nero) vs. Josef Vigl

La partita più folle del pomeriggio, una vera montagna russa.
Leonhard e Josef Vigl hanno alternato vantaggi netti, capovolgimenti improvvisi e occasioni clamorosamente mancate: più volte la posizione è stata completamente vinta per l’una o per l’altra parte.

Nel frattempo, il capitano – spettatore attentissimo – «ha rischiato almeno tre infarti» seguendo la partita: una descrizione perfettamente calzante, sebbene solo in senso figurato.

Il momento clou è arrivato nel finale:
Leonhard ha lasciato in presa la donna, che il Bianco avrebbe potuto catturare gratis con il cavallo.
In una situazione caotica e complessa, però, il Bianco non si è accorto del regalo e, convinto di essere perso, ha invece abbandonato la partita.

Una vittoria fortunosa, certo, ma pesantissima per il tabellino.
Risultato: vittoria fortunata di Leonhard – 2,5–1,5 per Arci VIII.

Una trasferta ricca di emozioni per Arci VIII, che dopo una partenza in salita riesce a ribaltare tutto grazie al sangue freddo sulla seconda scacchiera, alla precisione sulla terza e a un pizzico di fortuna sulla quarta.

Il successo per 2,5–1,5 conferma la crescita della squadra e regala un sabato di grande soddisfazione ai giocatori e al capitano.

Autore: David Gruber

 CSK Merania III vs ARCI VII 3 – 1

Ci siamo quasi e si parte per Merano.
La tensione si avverte quando uno dei componenti di Arci7 è in ritardo ma poi ci si presenta puntuali.
E’ sempre bello giocare in trasferta con il supporto esterno di giocatori di riserva e accompagnatori; siamo una decina.
Ci accoglie Tomisich che parte subito con la pretattica. “Vorrei far giocare i bambini contro i bambini” dice “Scrivete pure la squadra”
Gli faccio presente che chi ospita scrive la propria squadra per primo, poi risulta chiaro che se ti presenti con 2 titolari questi giocano in prima e seconda.
Alla fine si scrivono le squadre e appare altrettanto chiaro chi delle nostre riserve debba giocare in terza o quarta.
La prima scacchiera pare una mitraglia tra il Nostro Diego e Darli. Darli ha più esperienza e la fretta non aiuta Diego che perde ben presto molto materiale e soccombe.
In quarta Ilay gioca con calma nonostante il suo avversario abbia molta fretta. Riesce ad intrappolare un Alfiere e dopo il cambio di tutti i pezzi si giunge ad un finale con Alfiere in più e direi migliore struttura pedonale.
La partita appare vinta quando Ilay crea un pedone passato, ma purtroppo ritorna in parità quando invece di cercare la promozione si porta a difendere un attacco di pedoni ancora lontani sul lato opposto.
In ogni caso un pareggio prezioso a titolo personale che comunque non pregiudica il risultato di squadra.
Scacchiera 2, Diego S. Parte in modo solido ma cede nel medio gioco ad alcuni tatticismi che lo portano a dover sacrificare la Donna. Questo tipo di avversari dichiarano sempre di essere alla prima esperienza ma si capisce che masticano Scacchi da tempo. Diego gioca un finale impossibile e perde la partita.
Scacchiera 3
Tiziano non molla, sempre propositivo e a mio avviso in vantaggio posizionale, forza vedendo la possibilità del 2 2 finale di squadra. Incontra un avversario preciso, cerca di forzare la vittoria in una partita sempre più patta che alla fine lo diventa.
Risultato finale 3 1 per Merania. Ad un certo punto il 2 : 2 pareva possibile ma quello che è importante è che 3 ragazzini abbiano fatto ancora una volta esperienza.

Autore (Arnaldo Brandolese)

Lichtenberg vs ARCI VI 2 – 2

Veloce vittoria di Giacomazzi, in meno di 20 mosse. Seconda vittoria di Avolio poco dopo. Cosarca battaglia ma alla fine l’ avversario ha la meglio. Bissardella in uno duro scontro con un avversario ben più forte subisce tattica vincente che lo costringere ad abbandonare

Tutti i risultati delle nostre 8 squadre sono disponibili su Chess Result qui.

Appuntamento il 13 Dicembre per il quarto turno.

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