57° SMM Quarto Turno

Serie A

GARDENA VS ARCI I 4,5 – 1,5

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Occhi bui come la notte, denti aguzzi, senza un’anima. Sono gli immortali del Gardena. L’anno scorso avevamo resistito ad uno scontro durissimo. Con tenacia eravamo riusciti a strappare un pareggio, incrinando così la leggenda della loro presunta immortalità.
Quest’anno, però, l’impatto è stato devastante.

Arrivati a Ortisei, il cielo si oscura. La nebbia arriva senza preavviso, una lama fredda che congela l’aria e i pensieri. I corvi sorvolano le nostre teste, pronti a banchettare sui cadaveri dei caduti. Nessuno trema, ma tutti percepiamo la stessa sensazione: una fine lenta, inesorabile. Eppure, nessuno abbassa lo sguardo.

L’Arci I si presenta con i titolari. È la formazione delle grandi occasioni. Di fronte a noi il Gardena schiera la sua élite: Casadio, Moroder Stefan, Luciani, Demetz, Bernardi, Grossi. Manca forse un Moroder in quinta, ma il messaggio è chiaro: sono venuti per vincere.

Eppure, l’inizio sembra voler di nuovo raccontare un’altra storia.

Dopo una o due ore di gioco, l’Arci appare in controllo. Alberto tormenta Luciani, colpisce pezzi indifesi, costringendolo a una sopravvivenza disperata, mossa dopo mossa, sul filo del rasoio. Massimo, con i pezzi neri, outplaya Demetz in una Ruy Lopez classica di grande qualità. Gianni contro Bernardi ha un pedone in più e un buon vantaggio sull’orologio

Alexander scampa con lucidità a una tattica di Grossi e si ritrova in una posizione promettente, pur sotto pressione. In due occasioni riesce a costruirsi un vantaggio netto, ma purtroppo non sfrutta le occasioni. Sulle prime due scacchiere tutto sembra stabile: Davide tiene, Francesco addirittura spinge. Seresin gode di un vantaggio posizionale contro il campione U20 Niccolò Casadio. L’Arci non domina, ma esiste, e lo fa con autorità.

Poi, come spesso accade contro gli immortali, qualcosa si spezza.

Il primo a cadere è Alberto. Dopo aver premuto a lungo, non riesce ad accettare che l’avversario sia ancora vivo. Sarebbe il momento di tirare il freno, accontentarsi della patta. Invece arriva il tilt. Una sola concessione, una tattica improvvisa… e la Torre cade.
0–1 Gardena.

Quasi in simultanea, Davide in seconda inizia a perdere terreno. Piccole imprecisioni, e Moroder Stefan prende spazio, iniziativa, fiducia. La posizione scivola lentamente, ma in modo irreversibile.

Gianni perde prima il tempo, poi il controllo. Il pedone in più svanisce e si ritrova a difendere un finale di Torri con un Pedone in meno: una lotta lunga, tecnica, dolorosa.

In mezzo al buio, una luce.
Massimo conclude la sua partita magistrale: Demetz viene demolito con precisione chirurgica.
1–1.

Poco dopo, Francesco in prima scacchiera vede il suo leggero vantaggio dissolversi, ma sceglie la strada giusta: patta solida contro Casadio.
1,5–1,5.

È l’ultimo momento di equilibrio.

Davide stringe pugni e unghie, resiste per non mandare segnali negativi alla squadra, ma la posizione è ormai compromessa. Gianni continua a combattere, ma il finale contro Bernardi è tecnicamente perso.

Resta Alexander.

La sua partita diventa una storia a sé. Con grande precisione difensiva riesce a forzare Grossi in un finale delicato: Donna e Alfiere per Alexander contro Donna e tre Pedoni di Grossi. Il problema è proprio lì: quei tre pedoni sono vivi, pericolosi. Alexander non può permettersi il cambio delle Donne. Deve cercare l’impossibile: un attacco, una rete di matto, un colpo creativo. Grossi chiede la patta, ma il capitano è chiaro: è vietato pattare, bisogna provarci.

Ma gli immortali non concedono miracoli.

Uno dopo l’altro, i finali cedono.
Prima Davide.
Poi Gianni.
Infine Alexander, che lotta fino all’ultimo ma deve arrendersi anche lui.

Risultato finale: Gardena – Arci I 4,5 – 1,5.

Un risultato amaro. Forse troppo severo per quanto visto sulla scacchiera. L’Arci aveva avuto le sue occasioni, aveva guardato negli occhi gli immortali. Ma il Gardena dimostra ancora una volta perché domina da anni: non solo per la forza, ma per presenza, costanza, persistenza.

Non muoiono.
Aspettano che siano gli altri a farlo.

E a Ortisei, sotto un cielo scuro e silenzioso, lo hanno dimostrato ancora una volta.

Autore: Alexander Benvenuto

CALDARO VS ARCI II 2 – 4

La quinta giornata di campionato doveva essere un banco di prova. Si è trasformata in una rivelazione.
La giovane ARCI Scacchi Bolzano 2, neopromossa e ancora affamata di conferme, si presenta in trasferta nella storica sede dell’Altis Doctor House per affrontare il temibile Kaltern Tramin, squadra esperta e ben radicata nel campionato. Pochi si aspettavano ciò che sarebbe accaduto.

Il match si accende subito, senza fasi di studio.
In terza scacchiera, Francesco entra in partita con decisione e non lascia spazio a repliche: Mayer Fridolin, presenza fissa del circolo avversario, viene travolto da un gioco preciso e aggressivo. La partita dura poco, ma basta per mandare un segnale chiarissimo: ARCI 2 è venuta per vincere.

Il vantaggio iniziale viene gestito con intelligenza sulle scacchiere di testa.
In prima e seconda, Timofey e Oleh affrontano due autentici pilastri del Termeno Caldaro. Lezzerini e Panijkovic. Sono duelli duri, tecnici, giocati sul filo dell’equilibrio. I due ucraini non forzano, non cedono, e portano a casa due patte pesantissime, fondamentali per consolidare il punto conquistato da Addante e mantenere il controllo del match.

Nel frattempo, la battaglia infuria nelle retrovie.
In quarta, quinta e sesta scacchiera, Sandor, Ruben e Nathan danno vita a partite complesse, ricche di idee e tensione. Nessuno concede nulla, ogni errore può costare caro.

Il primo a colpire è Nathan. In un finale delicato riesce a conquistare una torre, trasformando il vantaggio materiale con grande lucidità. Contro Florian, la tecnica fa la differenza: il punto è nostro. Ora ARCI 2 è a un solo mezzo punto dalla vittoria di squadra.

L’attesa dura poco.
Poco dopo, anche l’avversario di Sandor è costretto ad arrendersi. L’attacco del cubano è semplicemente troppo forte, troppo profondo, impossibile da contenere. Le difese crollano e arriva il punto che chiude virtualmente l’incontro.

Resta l’ultima battaglia.
Dopo una lunga resistenza, Ruben si trova sotto una pressione crescente. La posizione non offre più vie d’uscita e, con grande onestà sportiva, è costretto ad abbandonare. È l’unica sconfitta di giornata, ma non scalfisce l’impresa.

Il verdetto finale è chiaro, netto, storico: 4–2 per ARCI Scacchi Bolzano 2.

È la prima vittoria in campionato per la squadra, che si assesta momentaneamente al settimo posto in classifica, alle spalle di Termeno, Chiusa e Nova ponente. Ma soprattutto è la dimostrazione che questi neopromossi non sono comparse: stanno imparando, crescendo e combattendo alla pari contro squadre abituate a questo livello.

Autore: Francesco Addante

Serie C

Arci IV VS Sterzing/Ridanna II 1-3

Priva dell’oracolo Perfler in grado di pronosticare i risultati con una certa approssimazione, Arci IV affronta tra le mura amiche la squadra di Sterzing/Ridnaun 2 nata dalla fusione di due circoli delle rispettive cittadine. Trattasi di un match fondamentale nel tentativo di agganciare la capolista Niederdorf e mantenere qualche possibilità di promozione. Arci IV schiera la squadra migliore disponibile e allo stesso modo i nostri avversari si presentano al completo. Capita spesso che le squadre dirimpettaie ai nostri pezzi trovino per quel giorno i giocatori migliori da schierare, mentre nelle altre partite di campionato lascino spazio a seconde linee, come se vincere in casa nostra contasse di più. È un atteggiamento che accade non di rado in campionato e che rende la vita e le vittorie più difficili per il nostro circolo. La trovo una forma di rispetto nei confronti dell’Arci. Essere temuti, sportivamente parlando, significa che dall’altra parte c’è paura di perdere. Veniamo alla cronaca di quanto visto sulle rispettive scacchiere:

1- ‎Feeberger Ewald – Danti Alessandro

Feeberger è un Signore che non a caso ho scritto in maiuscolo. Elegante e dai modi gentili, due qualità difficili da riscontrare alla scacchiera. La cosa che mi stupisce è che ha Elo 0 e non compare in nessun ranking nazionale o internazionale, ma viene da tre vittorie consecutive in campionato e da ottimi piazzamenti in tornei blitz e rapid dove chiude nelle prime posizioni in compagnia di giocatori molto più quotati di lui. La fase di apertura si svolge in acque torbide, lontano dalla limpidezza della teoria che forse nessuno dei due conosce a fondo. Ed è proprio su questo terreno che abbandono malamente un pedone alla cattura del cavallo avversario come fosse biada appena tagliata. Errore da principiante che mi infastidisce molto e mi fa valutare la posizione peggiore di quello che realmente è. Non sono Ruben Fine, autore della “Psicologia dello scacchista”, ma alla scacchiera capita spesso che quando si commette un errore banale che cambia il tuo atteggiamento in negativo (oltre a farti incazzare), le mosse successive non siano giocate con tranquillità e di sicuro non sono le migliori. Infatti, poche mosse dopo perdo un cavallo senza compenso e la posizione diventa difficile anche se non impossibile. Ma il tarlo dei due errori commessi continuava a lavorare togliendomi serenità e lucidità. Si entra in un mediogioco prodromo di un finale agonizzante. Invece di lottare strenuamente, gioco velocemente e la sconfitta arriva a portare un minimo di sollievo, come un veleno che ti calma. 

2- Stuffer Harald – Obermuller Johann

Obermuller lo conosciamo bene. Forte giocatore, aria da duro. Non parla, giacca di pelle e cappellino calato sulla testa. Poco simpatico ma non conta. Harald è il nostro giocatore più in fiducia. Viene da un ottimo sociale e da una vittoria in campionato. Il match si apre nelle spire di una partita di donna. La scacchiera sembra divisa all’equatore con entrambi i giocatori che controllano la loro parte di mondo senza avventurarsi troppo in là. Ma negli scacchi non ci si può guardare da lontano, prima o poi, un piede dall’altra parte lo devi mettere e quando si arriva al faccia a faccia uno dei due deve soccombere. Purtroppo, Harald perde un pezzo nettamente e Obermuller prende il sopravvento piazzando due cavalli in posizioni privilegiate, al centro, da dove si vede bene lo schieramento avversario. Per gli appassionati di storia la posizione ricorda il capolavoro tattico e strategico di Napoleone ad Austerlitz. Indebolì volontariamente il suo fianco destro inducendo russi e austriaci ad attaccare da quella parte sfilacciando però il loro schieramento. A quel punto, visto il nemico cadere nella trappola, Napoleone diede ordine alla cavalleria di attaccare il centro dello schieramento avversario occupando la piccola altura del Pratzen. La linea austro-russa si spezzò inesorabilmente e le truppe finirono massacrate dalla vecchia guardia francese. Il generale russo Kutuzov, inascoltato dagli austriaci, si ritirò velocemente. Avrà poi la propria rivincita contro Napoleone durante l’invasione della Russia. Tornando ai giorni nostri, i cavalli e le torri di Obermuller non hanno dato scampo ad Harald che perde nonostante la resistenza. Sottolineo un brutto gesto di Obermuller che a partita vinta, sul suo tempo, si alza e se ne va a bere qualcosa. Richiamato dai suoi più educati compagni, si risiede per finire la partita. Da non imitare.

3- Parigger Martin – Barbara Balzan

Altro avversario sconosciuto, 0 Elo, per la nostra capitana. Questo dell’Elo (soprattutto provinciale) è una cosa da rivedere. Troppi giocatori senza punteggio personale, in realtà dimostrano esperienza e capacità non da principiante. Ciò non vuole essere una scusa per eventuali sconfitte (ogni avversario va affrontato allo stesso modo) ma ciò permette di schierare giocatori forti in posizioni di scacchiera dove altrimenti non sarebbe possibile. La partita di Barbara la seguo di sbieco, è un po’ lontana da me, ma mi sembrava iniziata bene da entrambi nel solco della teoria ma usciti da una scandiva si è passati ad una fase all’arma bianca dove si gioca su tatticismi veloci e vantaggi immediati. Entrambe le parti hanno possibilità di portare la partita dalla loro parte ma ci riesce meglio Parigger che fa suo il risultato.

4-Donini Tanja – Dedej Iljaz.

Carneade, chi era costui? (cit. don Abbondio).  E finalmente arriviamo alle note liete (spoiler). La nostra top scorer in campionato ci regala il punto della bandiera evitando una Waterloo tanto per rimanere in tema storico. Altro avversario sconosciuto ma non certo sprovveduto. La nostra ragazza del ramo trentino, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…(esatto sempre lui…) gioca una splendida partita. Il suo avversario apre muovendo solo pedoni per diverse mosse, mi dice Tanja, compresi quelli laterali. Forse si tratta di un atteggiamento un tantino supponente ma la nostra ragazza non si fa sorprendere anzi. Seguo da vicino il finale dove Tanja riesce a spingere un pedone in settima che sta per crescere in altezza e ricevere una bella corona in omaggio anche se per pochi secondi (sic transit gloria mundi). L’avversario cerca di contrattaccare cercando qualche tatticismo per raddrizzare la partita e qualche preoccupazione viene. Per fortuna Tanja rimane concentrata e trova la via per chiudere con una torre contro due pedoni troppo lontani per essere difesi dal loro re. Qualche mossa e l’avversario si arrende.

Con questo risultato abbandoniamo ogni velleità di promozione ma possiamo toglierci ancora delle soddisfazioni di squadra e personali.

Autore: Alessandro Danti

Merania 3 VS Arci VI 1-3

Quarto turno difficile per Arci 6 contro Merania 3. Aziz in quarta scacchiera parte un po’ in affanno e prima di riuscire a mettere in sicurezza il re viene preso di mira dai pezzi avversari, purtroppo perdendo abbastanza rapidamente. Philipp in prima e Cristian in terza hanno gioco equilibrato per gran parte della partita ma dopo la perdita di un pezzo per entrambi non riescono a recuperare. Fabio in seconda riesce a mantenere buon gioco fino a guadagnare un pezzo dell’ avversario costringendolo poi al ritiro. Risultato finale 1-3


Autore: Fabio Bissardella

Arci VII VS Naturno II 0,5-3,5

Accogliamo tra le mura di casa del Premstallerhof il Naturno.
La sala non è colma con 40 giocatori dei 5 incontri di Serie C previsti, perché ben 2 vengono rinviati/annullati.
Naturno è un Circolo attivo da molti anni in Provincia; ha attraversato momenti di gloria con ben 2 squadre nella Serie superiore, 5 squadre e una buona attività di Circolo ma anche con momenti difficili, retrocessioni e difficoltà organizzative.
Ci stanno riprovando presso una nuova Sede.
Parlano amichevolmente molto bene di noi, sia prima che dopo l’incontro.
Schierano 3 adulti esperti ed un giovane anche se non tutti di alto livello.
La cronaca.
Ilay è il primo a terminare, esce bene dall’apertura concedendo 2 cavalli per torre e Pedone.
Ha l’opportunità sulla passività di gioco dell’avversario di approfittare per un attacco di matto. La giovanissima età non gli permette di considerare un sacrificio di pezzo che gli permetterebbe un solido attacco.
Cede con i complimenti dell’avversario e analizzano insieme amichevolmente la partita.
Alessandro Puce, in prima scacchiera conduce a lungo posizionalmente ma improvvisamente perde un pezzo e la partita. Ci stavamo veramente credendo per un ottimo risultato contro un forte avversario.
Diego Serna gioca all’altezza dell’avversario e convince. I giochi sono ancora aperti e con Tiziano in vantaggio ci possiamo ancora credere. La situazione però piano piano si complica e anche la possibilità di patta svanisce.
L’inossidabile Tiziano pare consolidare il suo vantaggio con un pedone in 7.a e pedone doppiato libero. Ben presto però il Pedone avanzato pare non avere futuro non riuscendo a sfruttare l’attacco su torre e scacco al Re per promuovere.
La situazione pare complicarsi ma la tenacia di Tiziano porta il mezzo punto della bandiera.


Autore: Arnaldo Brandolese

Tutti i risultati delle nostre 8 squadre sono disponibili su Chess Result qui.

Appuntamento nel 2026 il 10 Gennaio per il quinto turno.

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